Descrizione
Durante la guerra, i popoli non producono solo eventi: producono miti. Dalla figura del “nemico assoluto” alle fantasie sull’impotenza sessuale, dalla storia del “cadavere nell’auto” ai racconti dell’invasione respinta, fino al mito della protezione divina della patria e alle profezie sulla pace, Marie Bonaparte – psicoanalista allieva di Sigmund Freud – indaga le leggende che si diffusero in Europa durante la Seconda guerra mondiale, rivelandone il senso più nascosto: quello che nasce dalla paura, dal bisogno di speranza, dal desiderio di trovare un senso alla realtà. Con uno sguardo antropologico e insieme psicoanalitico, Bonaparte mostra – in questo classico dimenticato, per la prima volta in traduzione italiana – come il mito nasca nei momenti di massimo spaesamento collettivo e serva a contenere l’angoscia, proiettare il male e dare un ordine simbolico all’incomprensibile, costituendo per l’essere umano un’arma invisibile per sopravvivere al caos.




