Descrizione
Larve di scrittori, romanzieri e poeti che ballano gli ultimi passi di un valzer malinconico in certe stanze dell’editoria italiana e in farsesche sagre paraletterarie; un direttore editoriale accusato di plagio che finisce dentro un ospizio a registrare i sogni e gli incubi degli altri ospiti; gruppi di lettura e circoli culturali di provincia simili a pollai di galline petulanti; una combriccola di professori a riposo che all’ora dell’aperitivo spolpano ossa di maiale in ricordo di quei poeti e scrittori di cui hanno filologicamente succhiato le ossa per fini accademici; nazifemministe che per protesta contro gli uomini incitano altre donne alla zoofilia con accoppiamenti non proprio giudiziosi; una cena a base di bolliti in un ristorante di Verona, con annesso pediluvio, che si trasforma in una trappola mortale; un’ingenua pulzella che spera di guarire dalla foruncolosi affidandosi alle cure di una santona celtica; un giovane e velleitario medico mancato che, sull’esempio di Antonin Artaud, apre un atelier teatrale in manicomio pur di continuare a mettere in scena sempre la stessa pièce di Tadeusz Kantor… E via di questo passo, pagina dopo pagina, in una rovinosa e grottesca discesa agli inferi che non risparmia niente e nessuno, raccontata in un sulfureo zibaldone narrativo da una delle voci più irriverenti e iconoclaste della letteratura italiana di oggi.



