Descrizione
Liberato dalla prigionia nel 1941, Sartre torna a Parigi e assiste a una grandiosa messa in scena delle “Supplici” allo stadio Roland Garros. È una rivelazione: avrebbe scritto per il teatro e fatto del teatro il nuovo strumento di resistenza delle masse. Barbara Chitussi ricostruisce una filosofia paradossale dell’azione libera attorno all’attività teatrale che impegna Sartre negli anni dell’occupazione, anche attraverso l’analisi di documenti inediti, custoditi negli archivi parigini dei registi con cui aveva lavorato. In un contesto di guerre e violenza come quello attuale, il lettore è invitato a scoprire questo esperimento politico teatrale e il tenore “drammatico” delle parole che il filosofo aveva pronunciato nelle pagine di una rivista clandestina: “Non siamo mai stati così liberi come sotto l’occupazione tedesca”.




