Descrizione
Alla Caverna, periferia di Parigi, la vita sembra immobile, scandita da lavori precari accumulati per sbarcare il lunario, routine familiare, amicizie che sono alleanze contro l’ignoto, piccola criminalità, e storie da raccontare come s’intesse una rete che non lascia nessuno cadere. Ma un giorno uguale agli altri, Amani, donna delle pulizie in pensione, dopo aver riordinato la casa e lasciato la cena pronta, se ne va senza dire niente a nessuno. Gammoudi, il marito, se ne accorge rientrando dalla spesa, e a notte ormai fonda si risolve ad avvertire il figlio Salmane raggiungendolo al parcheggio dove ogni sera dopo il lavoro si ritrova a bere e tirare tardi con gli amici. Parte così una ricerca fatta di rabbia e sgomento che servirà a Gammoudi per smontare casa (operazione cacciavite) e mettere in dubbio quello che ha sempre dato per scontato, e a Salmane per rimettere insieme i pezzi di un racconto che è la storia dei suoi genitori ma anche quella della sua vita, tra un lavoro al fast food, un dottorato dimenticato in storia antica e un amore sabotato. Accanto a lui l’amico Archie, che dalla morte del padre esce solo la notte. La Caverna non è solo una periferia, è un ventre da cui nessuno si risolve a uscire. La fuga di Amani, preceduta da quella altrettanto misteriosa del suo amato gatto senza nome, è il tentativo estremo di portare alla luce il figlio Salmane, che a trentasei anni è paralizzato nell’adolescenza, ma anche il marito Gammoudi che passa ore intere nella vasca da bagno, Archie che rifiuta il giorno, e tutta un’umanità aggrappata ai rituali e alle chiacchiere di una periferia che è il centro del mondo, se è vero che ognuno ha la sua Caverna. Tra tenerezza, malinconia e divertimento, Salmane ritroverà infine sua madre, che lo costringerà, e noi con lui, a percorrere la distanza tra l’inizio della nostra storia e la parte che abbiamo ancora da scrivere, e da vivere.



