Descrizione
Quando Viktor Sklovskij pubblica Il mestiere dello scrittore e la sua tecnica (1927) sa bene quanto sia scottante la materia. Il suo manualetto agile e cordiale, adatto a un pubblico ignaro di teoria letteraria, fa a meno di ingombranti preoccupazioni metafisiche intorno al “mistero” della scrittura. Destituito di ogni aura mistica e romantica, l’atto creativo è sottoposto a una minuziosa analisi empirica, in un serrato corpo a corpo con quelle opere in cui le “regole della letteratura” si incarnano. Cumuli di esempi, aforismi, digressioni si susseguono in maniera incalzante, dimostrando come ogni pedagogia della scrittura non è altro, in essenza, che una teoria della lettura.




